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Sono Alessandra, donatrice Avis dal 2015. Non ricordo bene quando ho deciso di diventare donatrice di sangue. Di sicuro ero molto giovane, perchè ricordo che aspettavo la maggiore età per poterlo fare. Una volta compiuti i 18 anni però il mio peso non era sufficiente, per cui ho dovuto aspettare di metter su un paio di chili per poter fare la prima donazione. Superata dunque la soglia dei 50 kg ho preso appuntamento alla sede Avis, che avevo conosciuto dai canali tv,  per la prima visita di idoneità.

Come ti sei preparata a questo appuntamento?

Il personale è stato fantastico e mi ha fornito tutte le informazioni sulla donazione che avrei fatto per la prima volta di lì a poco, una volta arrivati i risultati delle analisi.  Il giorno della prima donazione avevo in me però un mix di emozioni: ero felice di poter fare finalmente la mia parte, ero tesa, perchè non amo molto gli aghi e l’idea di un “prelievo”così importante mi metteva un pò in ansia e nonostante tutte le informazioni, ero confusa. Pensavo a come mi sarei sentita dopo la donazione, se avrei in qualche modo percepito a livello fisico ciò che era successo o se avrei avuto dei disturbi, ed eventualmente in quanto tempo mi sarei ripresa.

Avevi qualche timore?

Nonostante questi dubbi però sapevo che stavo per fare qualcosa di importante, e non per me stessa, o per qualcuno a me vicino, ma per qualcuno di cui non avrei mai saputo nulla, ma che con il mio gesto avrei potuto aiutare. Adesso sono qui dopo sei anni, ancora donatrice. Questo vuol dire che tutti i dubbi, le incertezze e le paure che avevo avuto erano assolutamente infondate.

Come è andata la prima donazione?

La prima donazione è andata benissimo! Mi sono limitata a non guardare ago e sacca, ho bevuto il mio succo, seguito i consigli delle infermiere e… che dire… è stata una passeggiata! E per di più nessun effetto collaterale che temevo. Da allora è diventato così naturale donare che anche la sacca e l’ago non sono più un problema.

Dalla prima donazione all’ultima. Quando è stata l’ultima volta che hai donato?

Ho fatto l’ultima donazione in novembre e quella precedente in aprile, entrambe in piena pandemia. Questo ha un pò influenzato le modalità di prelievo e di accettazione. Adesso si dona su appuntamento, ci si guarda da dietro la mascherina e si sta un pò più distanti, ma il cuore di tutti coloro che lavorano è sempre lo stesso. 

Perché è importante che i giovani donino?

E’ essenziale secondo me che i giovani comprendano l’importanza della donazione di sangue. A tutti noi donare costa poco più che una manciata di minuti, una manciata di minuti che può salvare una vita. Credo che i canali tv e fb siano efficaci per sensibilizzare i giovani e chissà magari spero che una testimonianza come la mia possa far capire a chi ha dei dubbi o delle incertezze, che quelle sono normali, umane, ma bisogna superarle e provare, perchè in gioco c’è tanto. Chiudo solo aggiungendo una cosa che spero possa far capire quanto davvero sia importante donare. Quando mi sono avvicinata al mondo Avis donavo per chissà chi, sconosciuti che non avrei mai incontrato, finché non entri nell’ottica che sono un volto, un volto a me molto caro. Non bisogna aspettare di dover capire cosa può fare una donazione, bisogna semplicemente farlo, perchè, come ho detto sopra… tutto sommato è una passeggiata!