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30 Settembre 2021

Una giornata di festa, durante la quale è stato assegnato a tanti concittadini il riconoscimento ufficiale per il contributo che hanno dato a tutta la comunità grazie alle loro donazioni. Nel corso della Festa del Donatore, svoltasi domenica 26 settembre scorso al centro sociale il Borgo, sono state assegnate le Benemerenze 2020 ai donatori particolarmente attivi che hanno raggiunto un numero elevato di donazioni. Alla festa hanno partecipato, oltre al Presidente dell’AVIS Comunale di Faenza, Angelo Mazzotti, anche il Sindaco Massimo Isola

Le Benemerenze: in 8 hanno superato le 100 donazioni 

Nel corso della Festa del donatore sono stati assegnati i vari riconoscimenti sulla base del numero delle donazioni. La Benemerenza Oro con Rubino (75 donazioni) è andata a: Pierdino Arneodo, Redamo Assirelli, Marco Bonzola, Giovanbattista Barbieri, Daniele Baroncini, Fabrizio Bertoni, Andrea Bosi, Antonio Brunaccini, Carlo Catani, Paolo Ceroni,  Giovanni Compatangelo, Matteo Cornigli, Donato D’antonio, Massimo Emiliani, Mirco Fabbi,  Luca Ferroni, Fabiana Foschini, Marco Galassi, Igor Nikolaj Marchetti, Luca Menegolo,  Giovanna Pasi, Michele Pennacchio, Massimiliano Pradarelli, Gianfranco Rosetti, Ilenia Rossi, Sara Taroni, Stefano Timoncini, Christian Vignoli, Andrea Visani.

La Benemerenza Oro con Smeraldo (100 donazioni) è andata a: Imerio Badiali, Enzo Balducci, Maurizio Bernabè, Stefano Bassi, Dario Benedetti, Massimo Bragonzoni, Massimo Calderoni, Giorgio Carapia, Anna Casadio, Renzo Cavini,  Tiziano Costa, Claudio Ferniani, Doretta Ferretti, Roberta Lotti, Massimo Monaco,  Stefano Ortolani, Sonia Ricci, Mauro Samorì, Massimo Scalvi, Sauro Varoli, Giovanni Verità,  Gaetano Visani, Marino Zanchini.

La Benemerenza Oro con Diamante (oltre 100 donazioni) è andata a: Orazio Baldoni, Ezio Berzanti, Franco Berti, Loredana Cappelli, Germano Fabbri, Valeriano Montuschi, Rodolfo Rava, Mario Ricciardelli.

Il presidente Mazzotti: “Ora fondamentale intercettare nuovi donatori”

Sindaco Isola e Angelo Mazzotti

“Ci sembrava giusto, pur nelle difficoltà del momento storico che viviamo – ha detto il presidente Mazzotti – dedicare una giornata per ringraziare tutti i nostri donatori, che con il loro gesto ci aiutano a salvare vite” Lasciati alle spalle i mesi più difficili – giugno, luglio e agosto -, l’Avis Comunale di Faenza guarda ora al futuro con l’obiettivo di intercettare, il prima possibile, nuovi donatori. I mesi estivi, infatti, sono quelli tradizionalmente più complessi per quanto riguarda i numeri delle donazioni di sangue. “A giugno e luglio c’è stato un calo preoccupante – prosegue il presidente – mentre agosto, tutto sommato, ha tenuto con i numeri dello scorso anno. Speriamo di esserci lasciati alle spalle il periodo più difficile”.  Come emerso dal bilancio delle donazioni dei primi sei mesi dell’anno, il 2021 è caratterizzato finora dalla difficoltà di intercettare nuovi donatori, in particolare tra i giovani. “Il Covid-19 non ha aiuto. Con l’inizio dell’anno scolastico – spiega Mazzotti – il nostro obiettivo è quello di tornare nelle scuole, dopo un lungo periodo di assenza a causa della pandemia”. Essere presenti, con la propria voce, le proprie testimonianze e i propri dati, è fondamentale per sensibilizzare i giovani alla cultura dono e sull’importanza della donazione di sangue, che altrimenti rimane per gli studenti una realtà astratta lontana dalla quotidianità.  “Oltre alle scuole – prosegue Mazzotti – vogliamo tornare a essere pienamente presenti negli eventi della città, penso per esempio alle sagre e manifestazioni che sono tornate a svolgersi in questo periodo. La cultura del dono passa soprattutto attraverso l’informazione e il contatto diretto con i cittadini, per rispondere ai loro dubbi e per far conoscere loro la bellezza e l’importanza di questo mondo”.

Il sindaco Isola: “L’Avis è un punto di riferimento insostituibile per la nostra comunità”

“La Festa del Donatore rappresenta una giornata bella e significativa per tutta la nostra comunità – ha detto il sindaco Isola nel corso della premiazione – in cui diciamo grazie ai nostri concittadini che hanno fatto una scelta forte e non occasionale tramite la donazione di sangue. L’atto della donazione è un gesto straordinario: si dona senza avere nulla in cambio se non la possibilità di costruire una comunità più civile. L’Avis in questo è un punto di riferimento insostituibile del welfare di comunità”.

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24 Settembre 2021

Un anno della propria vita da dedicare agli altri. Unendo tutto questo con la propria passione per le materie scientifiche e biologiche. Natascia Barnabè, 26 anni, si è laureata in Dietistica e dall’aprile 2021 sta svolgendo il proprio anno di servizio civile all’Avis Comunale di Faenza. “Dopo la laurea, ho iniziato a guardarmi intorno – spiega Natascia – e ho trovato in Avis l’opportunità giusta con la quale dedicare un po’ del mio tempo agli altri rimanendo a contatto con l’ambiente ospedaliero e sanitario”. Nella sede di viale Stradone 9, Natascia si occupa principalmente della parte di segretaria, un aspetto fondamentale, divenuto sempre più importante con la pandemia per gestire ingressi e prenotazioni nella maniera più efficace possibile, tanto per l’attività di donazione quanto per tutelare la salute dei donatori. “L’Avis mi ha subito messa a mio agio – racconta -. Pur essendomi laureata in ambito sanitario, non conoscevo così bene questo mondo, per cui per me è stata davvero una bella scoperta capire come funziona dall’interno la realtà del dono. Avevo poi alcuni preconcetti, come per esempio che chi ha la pressione bassa non può donare sangue, cosa non vera. Mi si è aperto un mondo, ed è davvero bello vedere lo spirito con il quale le persone vengono a donare. La cosa che mi ha colpito di più è lo spirito con cui si dedicano alla donazione, una pratica interiorizzata che fa parte della propria vita come lo sono tante altre”.

Come procedono ora le donazioni? “I cittadini hanno risposto bene alla pandemia – dice Natascia -. Ora si accede solo su prenotazione, ma questo non ha portato particolari difficoltà. Certo, come spesso succede, i mesi estivi sono quelli più critici ed è stato così anche quest’anno, speriamo di tornare ora al più presto a pieno regime con il numero delle donazioni, perché di sangue c’è sempre bisogno”. 

Con l’inizio dell’anno scolastico, l’Avis di Faenza ha in programma di tornare finalmente negli istituti scolastici del territorio, spazi fondamentali per sensibilizzare alla cultura del dono e intercettare nuovi donatori. “Mi occupo anche della preparazione di alcuni progetti nelle scuole – racconta Natascia -, e andrò anche io a questi incontri con gli studenti”.

È proprio tra i banchi di scuola che Natascia ha scoperto la passione per le materie scientifiche. “Fin dalle medie la mia materia preferita è stata Biologia – spiega -. E l’ambito sanitario mi ha sempre affascinato”. E così in Natascia le competenze per un’alimentazione corretta si uniscono al mondo della donazione. “Avere un’alimentazione sana – spiega – significa di per sé avere un’alimentazione completa, che non tralasci nulla senza eccessi: da frutta e verdura a proteine e carboidrati. Ai giovani consiglio di non saltare i pasti, per esempio la colazione o la cena, perché più la nostra alimentazione è ordinata, più è sana”.

Come far sì che la cultura del dono si diffonda ancora di più sul nostro territorio? “Penso che sia importante innanzitutto andare oltre i propri pregiudizi e informarsi – risponde Natascia -. Si può fare una prima visita all’Avis per conoscere come funziona e se si è idonei a donare non costa nulla, e rappresenta una grande opportunità. Poi si può decidere se donare o meno, ma intanto si è consapevoli di cosa rappresenta questo mondo”. 

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16 Settembre 2021

Domenica 26 settembre al centro sociale il Borgo (via Saviotti 1, Faenza) l'Avis Comunale di Faenza organizza per tutti i donatori, familiari e amici la tradizionale Festa del donatore, con apericena e premiazione dei donatori benemeriti.

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4 Settembre 2021

L’AVIS guarda al mondo della scuola, e di conseguenza ai giovani, con sempre maggiore attenzione. Perché è fra i giovani che deve passare la cultura del dono e della solidarietà.

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31 Luglio 2021

Il numero delle donazioni tiene, ma mancano all’appello 40 nuovi donatori rispetto all’anno scorso. È questo il bilancio che emerge dai primi sei mesi del 2021 dell’Avis Comunale di Faenza.Da gennaio a giugno, sono state in tutto 2.564 le donazioni(+206 sacche raccolte rispetto al 2020, +8,7%), di queste 1.803 riguardavano donazioni di sangue mentre 761 di plasma.

Rispetto al 2020 sono 40 i nuovi donatori in meno

L’Avis Faenza non guarda però solo agli aspetti positivi del presente, ma dai dati dei primi sei mesi dell’anno trae sollecitazioni per il futuro. “È preoccupante il numero dei nuovi donatori – spiega Angelo Mazzotti, presidente dell’Avis Comunale di Faenza – a differenza dei primi sei mesi dell’anno scorso, quando erano 165, oggi siamo a 125, ossia 40 in meno”.Per Avis è fondamentale intercettare periodicamente nuovi donatori, in particolare tra i giovani, per garantire un ricambio generazionale: ogni anno infatti circa 300 persone smettono di donare per aver raggiunto i limiti d’età o per motivi di salute. “Sicuramente ha pesato il fatto di non aver potuto incontrare in questo anno e mezzo, caratterizzato dalla pandemia, gli studenti all’interno delle scuole – prosegue il presidente – Ci siamo allora mossi anche in altre direzioni, per esempio attraverso i canali social e con la presenza del nostro banchetto informativo in eventi pubblici, ma certamente sarà prioritario tornare quanto prima negli istituti scolastici”.

I primi sei mesi dell’anno hanno anche visto l’insediamento del nuovo consiglio direttivo– con l’ingresso di sei nuovi consiglieri, una linfa fondamentale per l’apporto di nuove idee e nuovi progetti. L’estate è iniziata con la nostra presenza al recente evento organizzato dalla Fototeca Manfrediana e con la campagna promozionale sulla ricerca di nuovi donatori presente nelle due Arene Estive di Faenza. A supporto della comunità è stato donato al liceo Torricelli-Ballardini un defibrillatore.

Domenica 26 settembre si punta a realizzare la Festa del Donatore

Per quanto riguarda le iniziative future, normative anti-Covid permettendo, l’Avis sta organizzando la tradizionale Festa del Donatore, rinviata purtroppo lo scorso anno“Abbiamo ipotizzato come data domenica 26 settembre – spiega Mazzotti – L’evento si svolgerà nel tardo pomeriggio durante il quale avremo modo di premiare i donatori meritevoli del 2020 e di festeggiare insieme. Sarà una festa per tutti, con attività di animazione per i più piccoli e la musica del Trio Italiano, alla sera, per i più grandi. Speriamo quest’anno di riuscire a realizzarla per poter così ringraziare i nostri donatori e tutti i presenti”.

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17 Luglio 2021
gianluca gallegati

Quattromila kilometri in bicicletta da percorrere in ventidue giorni. Questa la sfida che ha deciso di cogliere Gianluca Gallegati, ciclista faentino e socio Avis che sabato 24 luglio partirà da Rovereto per arrivare entro il 15 agosto a Capo Nord. Un’impresa che vede protagonisti da tutto il mondo e che Gallegati ci ha raccontato. Si tratta della distanza più lunga percorsa finora da Gianluca Gallegati che dal 2011 compie imprese di questo tipo. La partenza è prevista sabato 24 luglio da Rovereto e prevede quattro punti di controllo obbligatori lungo il percorso: Balaton in Ungheria, Cracovia in Polonia, Riga in Lettonia, Rovaniemi in Finlandia per arrivare entro il 15 agosto a Capo Nord. Ventidue giorni di tempo e un dislivello di 30mila metri. A partire per questa sfida saranno 180 ciclisti di cui circa 90 italiani, due donne. 

All’iniziativa partecipano 180 ciclisti: 22 giorni per arrivare a Capo Nord

Cosa ti spinge a compiere un’impresa di questo tipo e quanto allenamento è necessario?

A spingermi a intraprendere questo tipo di competizione, che tecnicamente si chiama randonneur, è il gusto per lo sport estremo. Mi sono avvicinato al ciclismo nel 2011 e dopo pochi mesi ho iniziato a fare queste lunghe tratte. Di certo è importante l’allenamento per riuscire a percorrere così tanti kilometri. Io mi alleno facendo durante la settimana 50/60 Km e la domenica circa 250 Km. Arrivare in fondo a queste sfide è una soddisfazione enorme: non c’è primo e non c’è ultimo, conta solo la meta. La cosa più difficile è forse sopportare il dolore e la stanchezza perché durante il percorso possono esserci dei problemi. Ma vale la pena non arrendersi!

Le sfide: dai pedali al donare il sangue

Prima di quest’ultima sfida quali altre randonneur hai corso?

Ho iniziato nel 2011 a Lugo percorrendo 400 km e qui casualmente sono venuto a sapere di una 500 km a Bergamo che valeva come qualificazione per correre la Parigi – Brest – Parigi con la maglia della nazionale italiana. Proprio in questa randonneur, che ho corso tre volte, ho fatto il mio record personale: 1.200 km con 12mila metri di dislivello in 69 ore e 20 minuti. Oltre a questa però ho corso anche la “1001 miglia Italia”, nel 2017 la Londra-Edimburgo-Londra, ma anche il Giro delle Repubbliche Marinare in Italia con partenza da Venezia, tappa a Genova, Pisa, Amalfi per tornare a Venezia passando da Vasto in un percorso di 2200km con un dislivello di 16mila metri, percorso in sette giorni e mezzo.

Oltre che ciclista sei anche donatore di sangue. Perché un giovane sportivo dovrebbe donare?

Io ero donatore Avis anche prima di entrare in associazione come ciclista. Donare è una cosa che si può fare sempre e consiglio ai ragazzi di farlo per aiutare chi ha bisogno con un gesto semplice. Lo sport può essere un buon legante e penso che debba avere più spazio nella vita dei giovani.

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12 Luglio 2021

Una scelta che può salvare la vita di un’altra persona. Non si tratta di un film thriller o di avventura, ma del gesto di donare sangue. La campagna dell’Avis Comunale di Faenza per promuovere la cultura del dono, in particolare tra i giovani, arriva all’arena estiva del cinema Europa e all’arena Borghesi di piazza Nenni. Un breve video, all’inizio di ogni proiezione, capace di raccontare la bellezza e importanza del dono.

Per sapere come iniziare chiamaci: tel. 0546 601098 – 601142.

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16 Giugno 2021

Il ritorno degli studenti in aula per gli esami di maturità non è l’unica novità che caratterizza gli spazi del liceo Torricelli-Ballardini di Faenza: da oggi è infatti a disposizione dell’istituto un nuovo defibrillatore donato dall’Avis Comunale di Faenza e che è stato posto nella sede Scientifica del liceo (via Santa Maria dell’Angelo, 48). Uno strumento fondamentale per salvare vite, come è stato testimoniato recentemente dagli Europei di calcio con la vicenda del calciatore danese Eriksen. Il defibrillatore donato dall’Avis è di ultima generazione, trasportabile e, dopo un’adeguata formazione, di facile utilizzo.

“A causa della pandemia quest’anno non siamo riusciti a realizzare i nostri tradizionali incontri nelle scuole per promuovere la cultura della donazione portando la nostra autoemoteca – spiega il presidente dell’Avis Comunale di Faenza, Angelo Mazzotti -. Per questo abbiamo dovuto ricercare altre vie e abbiamo accolto favorevolmente la proposta del liceo Torricelli-Ballardini per dotarsi di un nuovo defibrillatore. È molto importante per la nostra associazione avere dei referenti scolastici con cui relazionarci per queste iniziative, e ringraziamo per questo il professor Alessandro Babini che ha coordinato questa donazione”. Il presidente Mazzotti conclude con una speranza: “Speriamo il prossimo anno scolastico di poter tornare nelle aule: per noi è fondamentale ricercare nuovi donatori, in particolare giovani, e le scuole sono un luogo privilegiato in questo senso”.

L’importanza della collaborazione con gli istituti scolastici

“Da anni sviluppiamo con l’Avis di Faenza progetti con le classi V per sensibilizzare futuri donatori – spiega ilprofessor Alessandro Babini, referente scolastico dei progetti salute – e vogliamo proseguire in futuro su questa strada, gli studenti rispondono sempre positivamente alle iniziative dell’Avis”.

Il nuovo defibrillatore donato dall’Avis porta a tre la dotazione del liceo Torricelli-Ballardini nelle sue varie sedi, e non sarà l’ultimo. “Sono sempre stato dell’idea che sia importante avere a disposizione il maggior numero possibile di strumenti come il defibrillatore, che fanno la differenza per salvare una vita – prosegue il docente – Ringraziamo l’Avis per questa importante donazione, che va ad aggiungersi ai due defibrillatori già presenti nelle palestre del nostro istituto”.

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1 Giugno 2021

Che cosa significa donare? Qual è il valore di questo gesto? E perché portarlo avanti negli anni? Per approfondire queste domande, abbiamo contattato Raffaele Morani, arbitro di rugby e donatore dell’AVIS dal 2005 che ha da pochi giorni fatto la sua 45esima donazione.

Intervista a Raffaele Morani

– Quand’è stata la prima volta che lei ha donato all’Avis?

La mia prima donazione in assoluto è stata il 9 dicembre 2005. Pochi giorni fa sono arrivato alla donazione numero 45, e penso di continuare fino al raggiungimento del limite massimo di età per donare.

  – Quali sono state le sue impressioni e com’è stato accolto dal personale quando è andato a donare?

Il personale è stato sempre gentilissimo fin dalla mia prima donazione. Nel corso degli anni ho visto avvicendarsi tante persone tra volontari, medici, infermieri, ma ogni volta che sono andato a donare sono sempre stato accolto da tutti e tutte con un bel sorriso.

– Che cosa l’ha spinta a donare?

Io ho sempre pensato che in ogni campo, nel lavoro, nello sport, nelle relazioni sociali sia importante fare qualcosa per gli altri. Sono stato molto attivo nel volontariato, quando ero più giovane e con molto tempo disponibile. Donare il sangue è un piccolo gesto che per qualcuno può significare molto, quindi non mi tiro indietro e cerco di dare il mio piccolo contributo. Io poi sono un rugbysta, ex giocatore e allenatore e attualmente arbitro, in una squadra di rugby ci sono tanti ruoli diversi tra i giocatori, ma tutti sono uniti nel cercare di segnare la meta. Segnare una meta è un lavoro veramente di “squadra” che riesce solo se ognuno fa la sua parte, e io nell’Avis vedo lo stesso spirito!

– Come si è sentito e cosa consiglierebbe a chi è titubante all’idea di diventare donatore?

Sono sempre stato bene quando ho donato, a chi è titubante dico di provare almeno una volta, poi decidere tranquillamente se continuare o meno. Io dono da tanti anni, non ho mai avuto alcun disagio fisico e continuo a fare attività sportiva senza alcun problema.

– Perché è importante che i giovani vadano a donare?

Perché il sangue che vai a donare, aiuta le persone, vittime di incidenti, o chi ha necessità di sangue per operazioni, trapianti o perché sofferente di determinate patologie. Veramente puoi salvare la vita di uno sconosciuto o di una persona cara, senza fare sforzi particolari, quindi più siamo a donare, meglio è per tutti.

  – Che valore ha per lei donare soprattutto in questo periodo di pandemia?

Donare è sempre importante e utile, è un gesto di solidarietà che in in questo periodo assume un valore aggiunto, perché la pandemia ha obbligato tutti noi a cambiare le nostre abitudini, ma ci ha ricordato che le difficoltà si superano insieme e non da soli.

Simona Vaheva

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5 Maggio 2021

Un consiglio rinnovato pronto a scendere in campo per diffondere la cultura del dono sul territorio faentino. Nei giorni scorsi si è rinnovato il consiglio direttivo dell’AVIS Comunale di Faenza, che ha visto l’ingresso di sei nuovi componenti e la conferma di Angelo Mazzotti alla presidenza per il prossimo quadriennio 2021/24.

Il nuovo consiglio direttivo è composto da: Antonellini Silvana, Becherini Perla, Dalle Fabbriche Battista, D’Auria Carmine, Grillini Alessio, Lega Lilia, Mainetti Marco, Malavolti Ivonne, Mariani Luigi, Mazzotti Angelo, Monteforte Massimo, Morani Filippo, Peroni Elisabetta, Scarpa Mauro, Venturi Anna.

I consiglieri convocati dal presidente del comitato elettorale Gianfranco Nediani sabato 24 aprile hanno poi eletto Angelo Mazzotti presidente. 

I commenti dei nuovi componenti del consiglio

Alcuni commenti di alcuni nuovi componenti del consiglio direttivo AVIS. 

“Sono stata coinvolta alla donazione AVIS grazie ad alcuni amici – commenta Elisabetta Peroni, 20 anni, la più giovane consigliera – e da circa un anno dono periodicamente, per me è un’esperienza davvero bella e, su suggerimento di un’amica, ho deciso di propormi per fare parte del consiglio”. “Sono un donatore – commenta Carmine D’Auria– e vorrei spingere anche altre persone a fare quello che faccio, aiutandole a conoscere la realtà Avis”. “Non è la prima volta che faccio parte del consiglio AVIS – racconta invece Ivonne Malavolti -. Avevo dovuto lasciare per motivi di lavoro, ma ora che sono andata in pensione posso tornare a dedicarmi alle attività del consiglio: l’AVIS è stata il mio primo amore quando sono arrivata a Faenza ed è per me un’attività davvero gratificante”. 

“C’era bisogno per me di fare qualcosa di nuovo e dedicare il mio tempo agli altri – sono le parole di Marco Mainetti – e così mi sono messo a disposizione dell’associazione e di questo ambiente davvero positivo”. “Sono donatore da tanto tempo, e credo sia un’azione profonda e importante – dice Alessio Grillini -. Cercherò di aiutare l’associazione a portare avanti al meglio le sue tante attività”. “Essendo andato in pensione – spiega l’ex docente Luigi Mariani – volevo dare il mio contributo a questa emerita associazione. Cercherò di sensibilizzare i più giovani a donare”. 

Il consiglio esecutivo 

Mercoledì 28 aprile si è svolto il primo consiglio che ha nominato le varie cariche del consiglio esecutivo. Quest’ultimo è composto da Angelo Mazzotti (presidente); Filippo Morani (vice presidente vicario); Lilia Lega (vice presidente); Ivonne Malavolti (segretaria); Mauro Scarpa (tesoriere). 

I contatti per prenotare la donazione

Per prenotare la donazione presso AVIS Faenza è possibile contattare: Tel. 0546-601098
0546-601142.



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