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27 Ottobre 2022 Notizie

Approfittando dell’inizio dell’anno scolastico 2022-23 Avis Comunale Faenza ha voluto dimostrare la propria vicinanza alle scuole faentine con la donazione di un defibrillatore al Liceo Torricelli-Ballardini


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27 Ottobre 2022 Notizie

Le donazioni, finora sono state in totale 3.564, di queste 2.646 riguardano le donazioni di sangue, circa il 71% rispetto all’obiettivo previsto per quest’anno, mentre 918 sono le donazioni di plasma, circa il 62% dell’obiettivo prefissato.


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15 Dicembre 2021 Notizie

Avis sale sul Green-Go bus a sostegno delle associazioni "Autismo Faenza" e "A mani libere" per la terza edizione del concorso di arti visive ‘La città del futuro’, iniziativa ideata e promossa da Viaggi Erbacci


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13 Ottobre 2021 Notizie

Una giornata di festa, durante la quale è stato assegnato a tanti concittadini il riconoscimento ufficiale per il contributo che hanno dato a tutta la comunità grazie alle loro donazioni. Tra questi il donatore Claudio Ferniani, che è stato premiato con la benemerenza oro con smeraldo, per le 100 donazioni fatte fino a oggi.

La testimonianza di Claudio

La storia di Claudio è iniziata proprio perché aveva paura del sangue, perciò per sconfiggere la paura ha iniziato a donare per aiutare le persone che ne hanno bisogno. “Invito tutti i giovani a donare sia perché con questo gesto possono aiutare molte persone e sia perché in questo modo si è sempre monitorati da visite per sapere se si sta bene o se si hanno delle eventuali malattie”. Infine Claudio racconta della sua prima donazione e afferma di aver avuto inizialmente paura, ma dopo col tempo ha superato questo ostacolo, fino ad arrivare a 100 donazioni.


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30 Settembre 2021 Notizie

Una giornata di festa, durante la quale è stato assegnato a tanti concittadini il riconoscimento ufficiale per il contributo che hanno dato a tutta la comunità grazie alle loro donazioni. Nel corso della Festa del Donatore, svoltasi domenica 26 settembre scorso al centro sociale il Borgo, sono state assegnate le Benemerenze 2020 ai donatori particolarmente attivi che hanno raggiunto un numero elevato di donazioni. Alla festa hanno partecipato, oltre al Presidente dell’AVIS Comunale di Faenza, Angelo Mazzotti, anche il Sindaco Massimo Isola

Le Benemerenze: in 8 hanno superato le 100 donazioni 

Nel corso della Festa del donatore sono stati assegnati i vari riconoscimenti sulla base del numero delle donazioni. La Benemerenza Oro con Rubino (75 donazioni) è andata a: Pierdino Arneodo, Redamo Assirelli, Marco Bonzola, Giovanbattista Barbieri, Daniele Baroncini, Fabrizio Bertoni, Andrea Bosi, Antonio Brunaccini, Carlo Catani, Paolo Ceroni,  Giovanni Compatangelo, Matteo Cornigli, Donato D’antonio, Massimo Emiliani, Mirco Fabbi,  Luca Ferroni, Fabiana Foschini, Marco Galassi, Igor Nikolaj Marchetti, Luca Menegolo,  Giovanna Pasi, Michele Pennacchio, Massimiliano Pradarelli, Gianfranco Rosetti, Ilenia Rossi, Sara Taroni, Stefano Timoncini, Christian Vignoli, Andrea Visani.

La Benemerenza Oro con Smeraldo (100 donazioni) è andata a: Imerio Badiali, Enzo Balducci, Maurizio Bernabè, Stefano Bassi, Dario Benedetti, Massimo Bragonzoni, Massimo Calderoni, Giorgio Carapia, Anna Casadio, Renzo Cavini,  Tiziano Costa, Claudio Ferniani, Doretta Ferretti, Roberta Lotti, Massimo Monaco,  Stefano Ortolani, Sonia Ricci, Mauro Samorì, Massimo Scalvi, Sauro Varoli, Giovanni Verità,  Gaetano Visani, Marino Zanchini.

La Benemerenza Oro con Diamante (oltre 100 donazioni) è andata a: Orazio Baldoni, Ezio Berzanti, Franco Berti, Loredana Cappelli, Germano Fabbri, Valeriano Montuschi, Rodolfo Rava, Mario Ricciardelli.

Il presidente Mazzotti: “Ora fondamentale intercettare nuovi donatori”

Sindaco Isola e Angelo Mazzotti

“Ci sembrava giusto, pur nelle difficoltà del momento storico che viviamo – ha detto il presidente Mazzotti – dedicare una giornata per ringraziare tutti i nostri donatori, che con il loro gesto ci aiutano a salvare vite” Lasciati alle spalle i mesi più difficili – giugno, luglio e agosto -, l’Avis Comunale di Faenza guarda ora al futuro con l’obiettivo di intercettare, il prima possibile, nuovi donatori. I mesi estivi, infatti, sono quelli tradizionalmente più complessi per quanto riguarda i numeri delle donazioni di sangue. “A giugno e luglio c’è stato un calo preoccupante – prosegue il presidente – mentre agosto, tutto sommato, ha tenuto con i numeri dello scorso anno. Speriamo di esserci lasciati alle spalle il periodo più difficile”.  Come emerso dal bilancio delle donazioni dei primi sei mesi dell’anno, il 2021 è caratterizzato finora dalla difficoltà di intercettare nuovi donatori, in particolare tra i giovani. “Il Covid-19 non ha aiuto. Con l’inizio dell’anno scolastico – spiega Mazzotti – il nostro obiettivo è quello di tornare nelle scuole, dopo un lungo periodo di assenza a causa della pandemia”. Essere presenti, con la propria voce, le proprie testimonianze e i propri dati, è fondamentale per sensibilizzare i giovani alla cultura dono e sull’importanza della donazione di sangue, che altrimenti rimane per gli studenti una realtà astratta lontana dalla quotidianità.  “Oltre alle scuole – prosegue Mazzotti – vogliamo tornare a essere pienamente presenti negli eventi della città, penso per esempio alle sagre e manifestazioni che sono tornate a svolgersi in questo periodo. La cultura del dono passa soprattutto attraverso l’informazione e il contatto diretto con i cittadini, per rispondere ai loro dubbi e per far conoscere loro la bellezza e l’importanza di questo mondo”.

Il sindaco Isola: “L’Avis è un punto di riferimento insostituibile per la nostra comunità”

“La Festa del Donatore rappresenta una giornata bella e significativa per tutta la nostra comunità – ha detto il sindaco Isola nel corso della premiazione – in cui diciamo grazie ai nostri concittadini che hanno fatto una scelta forte e non occasionale tramite la donazione di sangue. L’atto della donazione è un gesto straordinario: si dona senza avere nulla in cambio se non la possibilità di costruire una comunità più civile. L’Avis in questo è un punto di riferimento insostituibile del welfare di comunità”.


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24 Settembre 2021 Notizie

Un anno della propria vita da dedicare agli altri. Unendo tutto questo con la propria passione per le materie scientifiche e biologiche. Natascia Barnabè, 26 anni, si è laureata in Dietistica e dall’aprile 2021 sta svolgendo il proprio anno di servizio civile all’Avis Comunale di Faenza. “Dopo la laurea, ho iniziato a guardarmi intorno – spiega Natascia – e ho trovato in Avis l’opportunità giusta con la quale dedicare un po’ del mio tempo agli altri rimanendo a contatto con l’ambiente ospedaliero e sanitario”. Nella sede di viale Stradone 9, Natascia si occupa principalmente della parte di segretaria, un aspetto fondamentale, divenuto sempre più importante con la pandemia per gestire ingressi e prenotazioni nella maniera più efficace possibile, tanto per l’attività di donazione quanto per tutelare la salute dei donatori. “L’Avis mi ha subito messa a mio agio – racconta -. Pur essendomi laureata in ambito sanitario, non conoscevo così bene questo mondo, per cui per me è stata davvero una bella scoperta capire come funziona dall’interno la realtà del dono. Avevo poi alcuni preconcetti, come per esempio che chi ha la pressione bassa non può donare sangue, cosa non vera. Mi si è aperto un mondo, ed è davvero bello vedere lo spirito con il quale le persone vengono a donare. La cosa che mi ha colpito di più è lo spirito con cui si dedicano alla donazione, una pratica interiorizzata che fa parte della propria vita come lo sono tante altre”.

Come procedono ora le donazioni? “I cittadini hanno risposto bene alla pandemia – dice Natascia -. Ora si accede solo su prenotazione, ma questo non ha portato particolari difficoltà. Certo, come spesso succede, i mesi estivi sono quelli più critici ed è stato così anche quest’anno, speriamo di tornare ora al più presto a pieno regime con il numero delle donazioni, perché di sangue c’è sempre bisogno”. 

Con l’inizio dell’anno scolastico, l’Avis di Faenza ha in programma di tornare finalmente negli istituti scolastici del territorio, spazi fondamentali per sensibilizzare alla cultura del dono e intercettare nuovi donatori. “Mi occupo anche della preparazione di alcuni progetti nelle scuole – racconta Natascia -, e andrò anche io a questi incontri con gli studenti”.

È proprio tra i banchi di scuola che Natascia ha scoperto la passione per le materie scientifiche. “Fin dalle medie la mia materia preferita è stata Biologia – spiega -. E l’ambito sanitario mi ha sempre affascinato”. E così in Natascia le competenze per un’alimentazione corretta si uniscono al mondo della donazione. “Avere un’alimentazione sana – spiega – significa di per sé avere un’alimentazione completa, che non tralasci nulla senza eccessi: da frutta e verdura a proteine e carboidrati. Ai giovani consiglio di non saltare i pasti, per esempio la colazione o la cena, perché più la nostra alimentazione è ordinata, più è sana”.

Come far sì che la cultura del dono si diffonda ancora di più sul nostro territorio? “Penso che sia importante innanzitutto andare oltre i propri pregiudizi e informarsi – risponde Natascia -. Si può fare una prima visita all’Avis per conoscere come funziona e se si è idonei a donare non costa nulla, e rappresenta una grande opportunità. Poi si può decidere se donare o meno, ma intanto si è consapevoli di cosa rappresenta questo mondo”. 


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31 Luglio 2021 Notizie

Il numero delle donazioni tiene, ma mancano all’appello 40 nuovi donatori rispetto all’anno scorso. È questo il bilancio che emerge dai primi sei mesi del 2021 dell’Avis Comunale di Faenza.Da gennaio a giugno, sono state in tutto 2.564 le donazioni(+206 sacche raccolte rispetto al 2020, +8,7%), di queste 1.803 riguardavano donazioni di sangue mentre 761 di plasma.

Rispetto al 2020 sono 40 i nuovi donatori in meno

L’Avis Faenza non guarda però solo agli aspetti positivi del presente, ma dai dati dei primi sei mesi dell’anno trae sollecitazioni per il futuro. “È preoccupante il numero dei nuovi donatori – spiega Angelo Mazzotti, presidente dell’Avis Comunale di Faenza – a differenza dei primi sei mesi dell’anno scorso, quando erano 165, oggi siamo a 125, ossia 40 in meno”.Per Avis è fondamentale intercettare periodicamente nuovi donatori, in particolare tra i giovani, per garantire un ricambio generazionale: ogni anno infatti circa 300 persone smettono di donare per aver raggiunto i limiti d’età o per motivi di salute. “Sicuramente ha pesato il fatto di non aver potuto incontrare in questo anno e mezzo, caratterizzato dalla pandemia, gli studenti all’interno delle scuole – prosegue il presidente – Ci siamo allora mossi anche in altre direzioni, per esempio attraverso i canali social e con la presenza del nostro banchetto informativo in eventi pubblici, ma certamente sarà prioritario tornare quanto prima negli istituti scolastici”.

I primi sei mesi dell’anno hanno anche visto l’insediamento del nuovo consiglio direttivo– con l’ingresso di sei nuovi consiglieri, una linfa fondamentale per l’apporto di nuove idee e nuovi progetti. L’estate è iniziata con la nostra presenza al recente evento organizzato dalla Fototeca Manfrediana e con la campagna promozionale sulla ricerca di nuovi donatori presente nelle due Arene Estive di Faenza. A supporto della comunità è stato donato al liceo Torricelli-Ballardini un defibrillatore.

Domenica 26 settembre si punta a realizzare la Festa del Donatore

Per quanto riguarda le iniziative future, normative anti-Covid permettendo, l’Avis sta organizzando la tradizionale Festa del Donatore, rinviata purtroppo lo scorso anno“Abbiamo ipotizzato come data domenica 26 settembre – spiega Mazzotti – L’evento si svolgerà nel tardo pomeriggio durante il quale avremo modo di premiare i donatori meritevoli del 2020 e di festeggiare insieme. Sarà una festa per tutti, con attività di animazione per i più piccoli e la musica del Trio Italiano, alla sera, per i più grandi. Speriamo quest’anno di riuscire a realizzarla per poter così ringraziare i nostri donatori e tutti i presenti”.


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17 Luglio 2021 Notizie
gianluca gallegati

Quattromila kilometri in bicicletta da percorrere in ventidue giorni. Questa la sfida che ha deciso di cogliere Gianluca Gallegati, ciclista faentino e socio Avis che sabato 24 luglio partirà da Rovereto per arrivare entro il 15 agosto a Capo Nord. Un’impresa che vede protagonisti da tutto il mondo e che Gallegati ci ha raccontato. Si tratta della distanza più lunga percorsa finora da Gianluca Gallegati che dal 2011 compie imprese di questo tipo. La partenza è prevista sabato 24 luglio da Rovereto e prevede quattro punti di controllo obbligatori lungo il percorso: Balaton in Ungheria, Cracovia in Polonia, Riga in Lettonia, Rovaniemi in Finlandia per arrivare entro il 15 agosto a Capo Nord. Ventidue giorni di tempo e un dislivello di 30mila metri. A partire per questa sfida saranno 180 ciclisti di cui circa 90 italiani, due donne. 

All’iniziativa partecipano 180 ciclisti: 22 giorni per arrivare a Capo Nord

Cosa ti spinge a compiere un’impresa di questo tipo e quanto allenamento è necessario?

A spingermi a intraprendere questo tipo di competizione, che tecnicamente si chiama randonneur, è il gusto per lo sport estremo. Mi sono avvicinato al ciclismo nel 2011 e dopo pochi mesi ho iniziato a fare queste lunghe tratte. Di certo è importante l’allenamento per riuscire a percorrere così tanti kilometri. Io mi alleno facendo durante la settimana 50/60 Km e la domenica circa 250 Km. Arrivare in fondo a queste sfide è una soddisfazione enorme: non c’è primo e non c’è ultimo, conta solo la meta. La cosa più difficile è forse sopportare il dolore e la stanchezza perché durante il percorso possono esserci dei problemi. Ma vale la pena non arrendersi!

Le sfide: dai pedali al donare il sangue

Prima di quest’ultima sfida quali altre randonneur hai corso?

Ho iniziato nel 2011 a Lugo percorrendo 400 km e qui casualmente sono venuto a sapere di una 500 km a Bergamo che valeva come qualificazione per correre la Parigi – Brest – Parigi con la maglia della nazionale italiana. Proprio in questa randonneur, che ho corso tre volte, ho fatto il mio record personale: 1.200 km con 12mila metri di dislivello in 69 ore e 20 minuti. Oltre a questa però ho corso anche la “1001 miglia Italia”, nel 2017 la Londra-Edimburgo-Londra, ma anche il Giro delle Repubbliche Marinare in Italia con partenza da Venezia, tappa a Genova, Pisa, Amalfi per tornare a Venezia passando da Vasto in un percorso di 2200km con un dislivello di 16mila metri, percorso in sette giorni e mezzo.

Oltre che ciclista sei anche donatore di sangue. Perché un giovane sportivo dovrebbe donare?

Io ero donatore Avis anche prima di entrare in associazione come ciclista. Donare è una cosa che si può fare sempre e consiglio ai ragazzi di farlo per aiutare chi ha bisogno con un gesto semplice. Lo sport può essere un buon legante e penso che debba avere più spazio nella vita dei giovani.




DONARE.
UNA SCELTA PER GLI ALTRI E UNA SCELTA PER SE STESSI




WE CARE, WE CAN





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